Hetre / Phasmes

Categoria:

Ente:

Industria Scenica
C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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Lo spettacolo è parte del progetto Circus Zone, la rassegna di circo contemporaneo giunta alla II edizione a cura di Associazione Culturale Sarabanda con il sostegno di Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea e in rete con i circuiti multidisciplinari C.L.A.P.Spettacolodalvivo e AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali.

Preview del Festival Tendenza Clown, organizzato da C.L.A.P.Spettacolodalvivo dall’1 al 7 maggio 2018 presso il Teatro Franco Parenti di Milano.


HETRE

Scrittura e messa in scena: Fanny Soriano
Con: Kamma Rosenbeck / Nina Harper
Musica: Thomas Barrière
Costumi: Sandrine Rozier
Produzione: Compagnie Libertivore
Coproduzione: Archaos pôle national des arts du cirque méditerranée - Marseille
Residenze: Archaos pôle national des arts du cirque méditerranée – Marseille, Gardens / cité des arts de la rue – Marseille, L’espace peripherique / parc de la villette – Paris, L’academie Fratellini - La Plaine Saint-Denis
Con il sostegno di: Le Merlan scène nationale de Marseille nel quadro di La ruche, cellula d’accompagnamento delle compagnie emergenti della regione Provenza - Alpi - Costa Azzurra.
Ringraziamenti: Karwan / cité des arts de la rue, Marseille
Questo progetto ha ricevuto un sostegno alla creazione artistica dalla città di Aubagne e alla diffusione dalla regione Provence-Alpes-Côte d’Azur.


Una giovane donna si allontana a poco a poco dal mondo della realtà ed entra in una foresta di misteri e di sogni. Il suo corpo come una liana si muove, s’insinua, scivola fino a fondersi nel bosco.
In quest’istante di solitudine non si ferma. Lei si accovaccia, rifugge anche l’altezza. Riunisce le sue forze e apre grandi finestre, quelle sull’interiorità e l’intimità.

Questo spettacolo, a metà tra danza e circo, deve la sua forza alla sua semplicità e all’autenticità del gesto. Un corpo a corpo armonico e ipnotico dentro una struttura fuori dal comune e una giovane donna in piena metamorfosi.
Hetre è nato da una riflessione sul bisogno vitale della solitudine. Oggi siamo presi d’assalto dagli stimoli esterni, siamo sollecitati in ogni momento del giorno e della notte da bisogni sempre più pressanti. Per noi è ancora più difficile trovare momenti di pausa e silenzio. Allora come ci focalizziamo su noi stessi e come ci conosciamo? Come privilegiamo questi momenti di solitudine che identificano la nostra persona e la nostra libertà?
Cerchiamo di liberarci del superfluo e di lasciar spazio al corpo che parla. Il movimento si crea senza sforzo, privilegiando la fluidità all’abilità tecnica. Le emozioni sorgono da una costante ricerca delle sensazioni, del movimento interiore ed esteriore del corpo.
Le trame emozionali e le coreografie sono in questo modo intimamente legate. 



PHASMES

Scrittura e messa in scena: Fanny Soriano
Con: Voleak Ung e Vincent Brière
Collaboratori artistici: Mathilde Monfreux e Damien Fournier
Musica: Thomas Barrière
Luci: Cyril Leclerc
Costumi: Sandrine Rozier
Produzione: Cie Libertivore
Co-produzione: Archaos Pôle National Cirque Méditerranée, Marsiglia - Le Merlan scène nationale de Marseille - Le théâtre La Passerelle, scène nationale de Gap et des Alpes du Sud
Pôle Arts de la Scène - Friche la Belle de Mai, Marseille
Questo progetto ha ricevuto un sostegno alla creazione artistica dalla città di Aubagne e alla produzione dalla Direzione regionale degli Affari culturali Provence-Alpes-Côte d’Azur. Ha anche ricevuto il supporto del dipartimento Bouches-du-Rhône – centro di residenza creativa, della regione Grand Est e del Centre National des Arts du Cirque.
Per le stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 la compagnia Libertivore è sostenuta da Le Merlan scène nationale de Marseille nel quadro di La Ruche, cellula d’accompagnamento alle compagnie emergenti della regione Provence-Alpes-Côte d’Azur.?


In un chiaroscuro, una misteriosa entità appare ai nostri occhi. Con qualche caratteristica animale, minerale o vegetale, questa chimera muta, si sviluppa, interagisce con l’ambiente. Invitato a osservare questa intimità, lo spettatore è colto da furtive apparizioni: il duo si apre e si contrae, creando figure astratte ed evocative, come quelle di fasmidi senza testa né coda… Di volta in volta strisciando o correndo, i corpi incastrati aprono alla vista miraggi e illusioni ottiche. L’acrobazia moltiplica le possibilità dei movimenti e rovescia le forze con giochi di equilibrio e simmetria, alla ricerca di un centro di gravità comune. L'autonomia, lentamente domata, riafferma a poco a poco la singolarità umana in questo ambiente organico. Sensuale e inquietante, brutale e fragile, Phasmes attinge al linguaggio acrobatico sviluppato attorno a un corpo materiale, malleabile e in continua metamorfosi, per sondare il luogo dell'uomo in un ambiente (sovra)naturale.?

 


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