Dimmi ancora un'altra città

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C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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Ideazione e coreografia: Arianna Rodeghiero e Samuel Moncharmont
Interpreti: Arianna Rodeghiero e Samuel Moncharmont
Musica: Samuel Moncharmont
Con il sostegno di Dancehaus, Campsirago residenza, Ilinxarium residenza e Teatro stabile di Cluny, Francia

 
 
Un duo tra musica e danza, che intende riflettere sul tema del viaggio, come transizione da uno spazio a un altro e il continuo processo di scoperta e adattamento ad ognuno di essi. Di luogo in luogo, di passo in passo attraversiamo spazi diversi e ci poniamo sempre la domanda: come ricostruire qualcosa di nuovo dal nulla. I due performer, musicista e danzatrice, interagiscono tra loro e con le dimensioni “interno” ed “esterno” che entrambi attraversano, diventando uno lo specchio dell’altro.
 
Lo spazio scenico è diviso in due spazi quadrati delimitati dalla luce, come fossero due stanze confinanti, una dedicata al musicista e l’altra alla danzatrice. Entrambi i performers, chiusi nelle proprie “stanze” ne scoprono e delineano le caratteristiche.
La danzatrice, attraverso un graduale processo di accumulazione del movimento/azione, definisce lo spazio in cui si trova. Uno spazio chiuso e ristretto, fatto di corridoi e angoli, quasi labirintico.
Dal canto suo il musicista le fa da eco come seguendone i suoi passi.
Quando il suono interviene, si sviluppa un dialogo e interazione tra suono, silenzio e movimento, un gioco di domande e risposte tra le due zone, dal momento in cui entrano in contatto.
 
Questo dialogo diventa gradualmente sempre più dinamico, basandosi su una qualità ritmica e “groove”, sia per quanto riguarda la musica (sintetizzatore e chitarra elettrica) che il movimento, via via sempre più dettagliato. Questa prima parte che finisce con il dissolversi del quadrato di luce, apre le porte all’“esterno”.
Qui la danzatrice cerca di costruire qualcosa di nuovo, non dal nulla, bensì partendo dal ricordo fisico di alcuni elementi del passato, ossia della prima parte. Le sue azioni sono un tentativo di ritrovare luoghi e azioni già prima esperiti nel quadrato di luce, non riproduzioni ma trasformazioni di alcuni frammenti del materiale coreografico precedente, attraverso cui la danzatrice si adatta al nuovo territorio e ne ridisegna le sembianze, ricavandone una nuova visione.
Lo spazio che gradualmente ne risulta non ha più i confini stretti del labirinto, ma è elastico e aperto, in cui entrambi musicista e danzatrice questa volta si incontrano.
 
Le fonti sul progetto Cartografia sono il romanzo “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, viaggio attraverso città immaginarie, e i disegni del fumettista Marc Antoine Mathieu, dove il processo di “accumulazione” di dettagli, nel gioco di riflessi e specchi delle immagini non ha fine, ponendosi come riflessione sul processo creativo.
 
Arianna Rodeghiero nel 2008 si laurea in D.A.M.S. Bologna. Successivamente frequenta il corso professionale di danza contemporanea Modem Atelier, della compagnia Zappalà. Danza in diverse compagnie in Italia, tra cui Vi-Kap e compagnia Laudati. Lavora con la coreografa Renate Graziadei, studio laborgras. Tra il 2014 e il 2016 danza nelle sue due produzioni Transition e Ambulo ergo sum, presentati a Berlino presso Uferstudio, Dock11 e Radialsystem.
Con il musicista Samuel Moncharmont crea il collettivo RooMs e idea: “Sonata in 3 movimenti”, “In between” e “Near” presentati sia in Italia che all’estero. Con il solo “In between” ha partecipato alla Vetrina giovane danza d’autore 2016 di Ravenna, mentre con “Dimmi ancora un’altra città” alla stessa Vetrina - edizione 2018.
 
 
 
 


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