Eutropia

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Ente:

C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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Ideazione e coreografia Mariagiulia Serantoni

Danza e coreografia Cesare Benedetti, Chiara Ameglio, Maria Focaraccio
Drammaturgia Irene Pozzi
Costumi Arianna Fantin
Musiche originali e performance live Stella Sesto
Ingegnere del suono Andrea Parolin
Ideazione scenografia Mariagiulia Serantoni, Giacomo Della Maria e Luca Negri
Progettazione e realizzazione scenografia Luca Negri
Disegno Luci Paolo Bonapace
Una produzione di Fattoria Vittadini
In co-produzione con Dancehaus Più (Milano), Next-regione Lombardia, Viagrande Studios, Scenario Pubblico e Laborgras (Berlino)
Con il supporto di Berliner Senat, Einstiegsförderung 2018 per MariaGiulia Serantoni
Finalista al Premio Equilibrio 2018, Roma

 
 
Performance multidisciplinare che mostra una riflessione visionaria sull’idea di città e prende ispirazione da “Le Città Invisibili” di Italo Calvino. Città immaginaria, luogo del futuro, è uno spazio da progettare e contenitore di azioni, idee, parole e suoni. I performer, abitanti della città, costruiscono, de-costruiscono, ribaltano e riassemblano oggetti manipolando lo spazio attorno a loro e componendo così un mondo nuovo fatto di suoni, dinamiche e visioni.
 
Lo spettacolo si evolve attorno alla stretta relazione tra le azioni dei performer e la musica live, soprattutto grazie all’uso di diverse tecnologie sonore che permettono una diretta interazione e manipolazione dei suoni da parte degli artisti sul palcoscenico. La musica generata diventa la voce della città di Eutropia, esprimendo emozioni, sogni, preoccupazioni, scelte e desideri dei suoi abitanti. Il dialogo tra la musica e i performer fa progredire la narrazione di un mondo dove le situazioni sono in continua evoluzione e trasformazione, rivelando così diversi aspetti della stessa realtà.
 
L’artificio teatrale viene abbandonato: il pubblico diventa testimone di ogni cambio scena e transizione così che il confine tra reale e finzione viene sfilacciato. In questo modo i due grandi temi di “costruire” e “suonare” seguono linee parallele dando alla performance l’aspetto ed il gusto di un “concerto danzato”. Nell’equilibrio tra gesti concreti e l’espressione dei sentimenti umani si viene a creare un luogo dove le azioni collettive e collaborative possono esistere, stimolando ed incoraggiando nuovi possibili dialoghi in uno spazio-tempo dove le memorie future e le immagini del passato coesistono.


Spettacoli

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