OMOS

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Ente:

C.L.A.P.Spettacolodalvivo
Spazio Fattoria

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Noi non siamo uguali

Di e con Riccardo Olivier
Performance derivata dall’elaborazione del site-specific per il Festival lecite/visioni, debuttato il 26 ottobre 2017
Produzione Fattoria Vittadini

 
Omós è una sovrascrittura di tre percorsi differenti - testo video-proiettato, scrittura coreografica e quello musicale - che intendono comporre la polifonia complessa dello stare conflittuale di Riccardo di fronte alla parola “omossessuale”.

Il percorso coreografico consegna all’avambraccio destro il ruolo di motore di azioni e immagini statiche di autodefinizione del sé. Si perlustra tra ombre di dinamiche personali e sociali di un corpo che si esprime per essere, che agisce dunque è.

Il percorso testuale si basa su ricerche effettuate su sex workers a Bucarest e a Milano e su riflessioni personali, ispirate dal pensiero Gayatri Chakravorty Spivak e in particolare al concetto di comune identità transitoria strumentale delle comunità dei subalterni. Chi ha un accesso discriminato alla società trova nell’adesione a modelli comportamentali una risposta comunitaria utile, attorno cui fare gruppo, ma non completa e soddisfacente per l’individuo. In questa fase, che ha un valore transitorio, normalmente si trova assieme la forza di richiedere un riconoscimento politico e sociale, anche attraverso il processo del pride.

Il percorso audio-musicale fa risuonare alcune paure che questi processi muovono, con esperienze di violenza, anche collettiva, con la fatica di tenere testa a prese di posizione, o semplicemente al processo di definirsi di fronte a sé e agli altri. Registrazioni audio di scontri di polizia, soundscape ambientali di archivio e realizzati ad hoc si innestano sulle versioni di Imany di “T'es beau” di Pauline Croze, “Who will loveme know” di PJ Harvey e la versione di Bjorn Warning “FOLI (there is no movement without rhythm)” dalla versione originale di Thomas Roebers e Floris Leeuwenberg; “Foli” significa “movimento” nella lingua della tribù Malinke.
 

Fattoria Vittadini nasce nel 2009 a Milano, dalla volontà di undici allievi diplomati alla Paolo Grassi. Seppure numerosi ed eterogenei per stili e gusti, hanno creato un luogo di formazione continua e perfezionamento professionale, di crescita artistica, ricerca e contaminazione con altri artisti. Ha lavorato con importanti coreografi e registi come Ariella Vidach, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Virgilio Sieni e Alessandro Certini, Maya Weinberg, Matan Zamir e Nicola Mascia / matanicola, Giulio D’Anna, Maya Carrol, Daniel Abreu.
Nel 2011 entra come partner attivo in RIC.CI – Reconstruction Italian Choreography 1980-1990, progetto di recupero della coreografia contemporanea italiana degli anni ’80-’90 ideato da Marinella Guatterini. Collabora con Festival e Teatri italiani e stranieri approfondendo la contaminazione della ricerca con il mondo operistico.
 
A marzo 2018 Fattoria Vittadini crea la I edizione del Festival del Silenzio, festival internazionale di performance con focus sulle Lingue dei Segni e sulla cultura segnante in scena alla Fabbrica del Vapore, ricevendo la Medaglia del Presidente della Repubblica. A giugno riceve il premio Hystrio Corpo a Corpo assegnato dall’omonima rivista teatrale. A settembre inaugura SPAZIO FATTORIA presso la Fabbrica del Vapore di Milano, prima sede della compagnia.
 
 


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