Rayuela

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Pacta. dei teatri

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ANNAMARIA MUSAJO TANGOtrio
Voce Annamaria Musajo - Chitarra Pierluigi Ferrari - Contrabbasso Franco Finocchiaro
Voce recitante Marianna Cossu

 

Per me esiste ormai soltanto una bellezza: quella che è un fine e non un mezzo, e che è tale perché il suo creatore ha identificato in sé il significato della sua condizione umana con il significato della sua condizione di artista.
(Julio Cortazar, Il gioco del Mondo)
 
Parigi e Buenos Aires, due metropoli, due continenti, una innata verve artistica che nella musica popolare ha codificato due linguaggi unici e fortemente legati al loro spirito multietnico.

A Parigi il Jazz, accolto con entusiasmo nella forma in cui lo suonavano i maestri d’oltreoceano ma trasfigurato nell’elettrizzante declinazione creata dai manouche.
A Buenos Aires il Tango, intreccio musicale che ha catalizzato le influenze originarie dei nativi in una modalità dove il contributo degli immigrati è stato decisivo.
Sia a Parigi che a Buenos Aires queste musiche hanno attratto l’ispirazione dei poeti e quindi la voce degli chansonnier e dei cantores.

Ed è proprio a Parigi che il giovane Julio Cortazar scrive nel 1963, uno dei capolavori assoluti della letteratura ispanoamericana del ‘900.
Il titolo di questa opera congegnata secondo una struttura d’avanguardia è Rayuela, in italiano tradotto come Il gioco del
mondo
da Einaudi, quindi con parole differenti ma che significano la stessa cosa: la rayuela è il gioco dalle innumerevoli varianti che tutti i bambini hanno giocato, disegnando con un gesso delle caselle sull’asfalto di un marciapiede o di un cortile, per poi saltare da una all’altra su una gamba cercando di recuperare un sasso o un legnetto che era stato preventivamente lanciato in una certa casella.

Il titolo del recital/spettacolo qui presentato, è un omaggio a questo capolavoro ed è organizzato come lui in due parti.
La prima parigina, la seconde bonareense.
La prima con alcune grandi pagine della chanson; la seconda con una selezione di tangos. Entrambe interpretate con un ventaglio di sfumature musicali che vanno dal più verace esprit manouche al tango argentino, conservando come trait d’union la sonorità essenziale da un duo strumentale, formato da una chitarra e un contrabbasso, e da una voce che padroneggia sia il francese che il castigliano.
In questo recital si parla di amore, amicizia, sogni, etica, dolore, gioia, attraverso il linguaggio della musica, punteggiato da un filo conduttore letterario con alcune brevi incursioni nella Rayuela di Cortazar.


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