HUITIÈME JOUR

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C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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di e con Idriss Roca, Cochise Leberre, Raphaël Milland
sguardo esterno Benjamin De Matteis, Dominique Habouzit
grazie a Marie-Laurence Sakaël
produzione La Mob à Sisyphe
coproduzione Le Studio PACT, La Cascade
con il sostegno di La Grainerie/Studio PACT, ECL, L’été de Vaour, Quattrox4, La Cloche, L’Espace Périphérique, La Maison des Jonglages, Le Cascade, Le Lido
Lo spettacolo è inserito nel progetto internazionale CircusZone, in collaborazione con Sarabanda, l’Institut Français, l’Ambasciata di Francia in Italia, la Fondazione Nuovi Mecenati, La Francia in Scena.


L'OTTAVO GIORNO non è riuscito,
è il successo fallito,
il corpo che cade 
rimane soltanto il gesto, 
l’ansia improvvisa,
il trionfo strappato ai venti,
le dita che scivolano,
il piacere di una catastrofe improvvisa.
E quello che resta, dopo. 
Questo accade all’alba dell’ottavo giorno. Sono in tre. Come se il loro mondo fosse vuoto, come se il tempo si muovesse lentamente, senza limiti, senza futuro, esistono semplicemente. Là, fino al momento in cui esistere non è più sufficiente, trovano nel vuoto nuovi giochi di vita, simulacri di potere, exploit dal banale, nuove occupazioni.
 
Chi sono? Cosa aspettano?
E fino a quando saranno insieme nel tirare corde fino a quando si disfano, nel decostruire lo spazio, nell’andare un po’ troppo lontano? Fino a quando il gioco dei corpi e dei rischi supera dolcemente i limiti, ritrovando le più grandi scommesse umane, le sue debolezze e le sue trepidazioni. I tre trasformano lo spazio con trasgressioni talvolta minuscole, spesso ludiche, ma sempre irreversibili.
 
Al centro di questo progetto c’è il tema del gioco ludico, dell’inventiva umana di fronte al vuoto. Intorno a questa voglia di rappresentare personaggi verosimili, che creano giochi per far fronte alla noia, gli artisti intendono sperimentare scritture nelle quali il circo e le prodezze mostrino una preoccupazione concreta, un desiderio di evasione e di trasgressione.
 
ACROBATICA, CORPO IN MOVIMENTO
Correre, saltare, strisciare, cadere, destrutturare un corpo quotidiano per esprimere un sentimento percepito. Così come, dal contatto di una mano, di un gomito, dei piedi, con il mondo, far trasparire un’interiorità. Esprimersi con il corpo per sorprendere.
 
SPORT ESTREMO E MANIPOLAZIONE DI OGGETTI
Tre virtuosi nel quotidiano. Trasformare un atto banale in azione grandiosa. Spostare i limiti che riguardano l’oggetto, il rischio, la fragilità. Manipolare, piuttosto che toccare, per continuare a vivere. Diventare gli uni le paure degli altri.
 
SBAGLIATO/RIUSCITO
Ribaltiamo il concetto che ci si sbaglia proprio nel momento in cui si vorrebbe essere al massimo. E se dunque, l’obiettivo del numero fosse proprio sbagliare, sì, ma con stile? Con quale intelligenza, con quale stile, con quali assurdi sforzi si potrebbe arrivare a un risultato percettibilmente catastrofico ma al contempo irrimediabilmente grandioso?
 
SOCIETA’ ASSURDA
Da esseri spostati, a preoccupazioni bizzarre, priorità comiche e ludiche fino a sfiorare la violenza. Codici assurdi, come del resto lo è mettere in discussione tutti i codici. Tragedie ridicole, una commedia toccante, un amore al vetriolo, pesci pilota, un universo dalle regole oscure, personaggi sovversivi e un tocco di distruzione creatrice. 
 
LA COMPAGNIA
La Mob nasce da un incontro al Lido di Tolosa nel 2015. È un circo multiplo e multiforme, ma decisamente circense, che cerca il virtuosismo in ogni momento. È la ricerca di una narrazione dove l’atto tangibile è assurdo e dove l’atto assurdo è tangibile, in una poetica scherzosa e con spirito infantile… da enfant terrible.
È giocare con tutto, soprattutto con ciò che è più difficile e pericoloso.





 


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