Madre

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C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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Nell'ambito di Tramedautore 2019 - Festival internazionale delle drammaturgie, organizzato da Outis Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea

Ideazione, regia e coreografia Michela Lucenti
Creato e interpretato da Alessandro Pallecchi Arena, Monica Bianchi, Fausitno Blanchut, Maurizio Camilli, Ambra Chiarello, Demian Troiano Hackman, Michela Lucenti, Filippo Porro, Emanuela Serra, Giulia Spattini
Assistente alla regia Enrico Casale
Disegno sonoro Tiziano Scali
Disegno luci Stefano Mazzanti
Costumi Choara Defanr
Instammazione idrofonica Guido Lentini
Consulenza drammaturgia Carlo Galiero, Attilio Caffarena
Fondale dipinto Keiko Shiraishi
Produzione Balletto Civile, Festival Resistere e Creatr - Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Fondazione TPE Teatrp Piemonte Europa
In collaborazione con Dialoghi - Residenze delle arti performative a Villa Manin, Teatro La Cucina-Olinda Onlus, Festival Oriente Occidente Rovereto
Con il sostegno di MiBAC
Si ringrazia Fondazione Teatro Due Parma

 

L'essere umano, a differenza degli animali non ha istinti, neanche quello materno,
ma è frutto di produzioni culturali che, in ogni momento storico,
trasformano concetti, credenze, forme e modalità di vita. 
M. Focault

Il progetto MADRE vuole partire dal concetto controverso di rivoluzione per arrivare ad una produzione che abbracci diversi linguaggi del contemporaneo.

L'uomo sente periodicamente il bisogno di capovolgimenti impetuosi e brutali. Le rivoluzioni hanno cambiato la storia del mondo, anche quando hanno fallito negli obiettivi iniziali.
Siamo figli di questo secolo di rivolte e di diritti conquistati, sappiamo tagliare il cordone ombelicale con la nostra nascita?
Cambiare il mondo significa innanzitutto sconvolgere il sistema che ci ha generato. Una scelta di rottura, quasi sempre sferzante, che si oppone a quella di progresso flessibile e naturale. Uno sradicamento. Una sorta di incipit che dà l'equazione del rapporto di ciascuno con il concetto di rivoluzione. Il rapporto con la madre. 

Balletto Civile propone una sineddoche su questo tema così sfaccettato e articolato, e per affrontarlo ha intrapreso un corpo a corpo con il drammaturgo e poeta tedesco Heiner Muller che spacca il testo e lavora sull'inconscio. Un percorso che si muove tra parole e movimento per un teatro totale in una babele di immaginari con una colonna sonora cinematografica, zoomate e campi lunghi, dove il suono diventa immagine, l'immagine e il movimento danno origine ai suoni. Una ricerca fisica per una drammaturgia cinematografica. Un teatro totale che si destreggia continuamente tra discorso danzato e parlato, cercando una terza via: la visione, esperienza quasi sinestetica che mescola differenti linguaggi.


 


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