Come la roccia, l'acqua, la neve

Categoria:

Ente:

Teatro Linguaggicreativi

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di Gabriele Genovese 
con Gabriele Genovese 
regia Elisabetta Carosio
produzione Compagnia Lumen



L’immagine delle vergini giurate è il nucleo di partenza della narrazione. Si tratta di una tradizione albanese, un rituale sociale che permetteva alle donne che decidevano di ricorrervi di essere a tutti gli effetti riconosciute come uomini in società guadagnando innumerevoli diritti e giurando in cambio di mantenere la propria verginità per tutta la vita. La vergine giurata prendeva gli abiti di un uomo, tagliava i propri capelli e poteva iniziare a condurre una vita da uomo senza che nessuno mettesse in discussione il nuovo stato di cose.

Ma l’identità è un fatto intimo o sociale? Cosa ci influenza di più? Il nostro sguardo o quello altrui? Seguiamo la vicenda di una vergine che fugge dal suo paese per arrivare sulle rive di un paese straniero: l’Italia, la Puglia. Un paese con altre tradizioni, un paese con un altro sguardo. Esiste in Puglia, tra Brindisi e Lecce la leggenda di una donna, che sposatasi col suo amato e contro il volere dei propri fratelli venne arsa viva da questi in una masseria nelle campagne. Si racconta che questa donna che aveva fortemente seguito il proprio desiderio riappaia illuminando le campagne di un pallore lunare in prossimità di vecchi cascinali abbandonati.

Tre ragazzini che non sanno niente dell’amore, delle donne e della vita vogliono incontrare questo fantasma, ma le loro storie e i loro sguardi finiranno per incontrarsi con la storia della vergine fuggita dal suo Paese e che in queste campagne trova un’altra se stessa. Con questo spettacolo vogliamo avvicinarci al mistero del maschile e del femminile celebrando la forza e la sacralità di entrambi senza rinunciare al sorriso che accompagna tutta la trilogia del Sud Fantastico di cui questo testo è conclusione.


Spettacoli

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