Sotto un cielo straniero

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SOTTO UN CIELO STRANIERO

Teatro Utile / Mascherenere
interpreti, gli attori di “Teatro Utile”: Olivier Elouti, Kalua Rodriguez, Yordy Cagua, Yudel Collazo, Mateo Çili, Daniela Iotti, Mayil Georgi Nieto
regia Tiziana Bergamaschi
aiuto alla regia Olivier Elouti
scenografie Andrea Finizio
una drammaturgia nata dai testi di: Sabatino Annicchiarico (Argentina), Chiara Boscaro (Italia), Marco Di Stefano (Italia), Rufin Doh Zéyénouin (Costa D’Avorio), Margarita Egorova (Russia), Olivier Elouti (Camerun); Evangelia Kopidou (Grecia); Elide La Vecchia (Italia), Alfie Nze (Nigeria), Lorenzo Piccolo (Italia), Diego Runko (Italia) con il contributo di Renato Gabrielli (Italia)

Brevi testi di pochi minuti che, insieme, compongono un quadro impressionista sull’immigrazione in una grande città, come ad esempio Milano.
Lo spunto di partenza è La città sradicata (Geografie dell’abitare contemporaneo. I migranti mappano Milano) di Nausicaa Pezzoni.
La drammaturgia lavora sullo sguardo con cui i migranti ci vedono e vedono la città sconosciuta in cui arrivano. La sensazione dominante è lo spaesamento, il non riconoscimento dei luoghi e del linguaggio. L’ironia, spesso rivolta verso se stessi, è corrosiva e non risparmia nessuno.
Siamo obbligati a riconoscerci nei comportamenti e nei giudizi stereotipati verso i cosiddetti “extracomunitari”. Questo permette di mettere in campo temi forti con leggerezza.
La regia, che si avvale della preziosa collaborazione di Olivier Elouti, alterna momenti corali e individuali cercando di valorizzare la partecipazione collettiva all’evento scenico. Il palcoscenico è marcato da cartelli stradali e semplici elementi scenografici realizzati in cartone seguendo lo stile della “street-art”.
Lo spettacolo Sotto un cielo straniero è nato dal laboratorio di drammaturgia condotto da Renato Gabrielli con la collaborazione di Tiziana Bergamaschi per il progetto Teatro Utile (Arte e sviluppo) di cui l’Accademia dei Filodrammatici di Milano si è fatta promotrice.
Lo spettacolo che va in scena a ZONA K è un’evoluzione e rielaborazione del primo risultato presentato nel giugno 2014.

Posti limitati, prenotazione consigliata
 


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