Orfeo ed Euridice

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CHRONOS3
C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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ORFEO ED EURIDICE

testo e regia di César Brie
in scena Giacomo Ferraù e Giulia Viana
musiche Pietro Traldi
costumi Anna Cavaliere
disegno luci Sergio Taddo Taddei
produzione Eco di fondo / Teatro Presente
uno spettacolo di Eco di fondo e di Teatro Presente
Selezione Inbox 2014 - finalista Premio Cassino Off 2016
durata: 50 minuti

"E se lei ritornasse?
E se lei si svegliasse un giorno?
E se un mattino aprisse gli occhi?
Lasciarla andare significa ucciderla? O è lasciar andare la tua di speranza? Lasciarla andare significa ucciderla? O è il canto di amore più straziante?
Il gesto più puro, l’amore che si afferma nella perdita? Orfeo è rauco. Euridice è sorda.”

Note dell’autore e regista César Brie:

“Orfeo con la sola forza del suo canto prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l'accanimento terapeutico e l'eutanasia. Senza offrire risposte, lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza dell’amore”.

Abbiamo riletto il mito di Orfeo ed Euridice come metafora dell’eutanasia. Orfeo nel voltarsi stacca la spina. L’Ade non è più il regno dei morti, ma il regno dei non morti. L’Ade è in realtà, così come lo mostriamo nello spettacolo, il risultato di una prassi medica tecnicamente così progredita da poter impedire a qualcuno di morire, ma ancora così indietro da non permettergli di riacquistare le proprie facoltà. Il mito ha avuto tante versioni. Nella nostra, in qualche modo, Orfeo vuole voltarsi perché l’ama e voltandosi potrà finalmente perderla nell’infinito amore”.


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