11

Categoria:

Ente:

Industria Scenica
C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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VERONICA CAPOZZOLI/ Kolektiv Lapso Cirk
 
Ironico e surreale. Ossessivo e grottesco. La creazione è pensata per un'artista in scena, un tecnico di palco e un tecnico audio-luci.
Nella scrittura scenica si incontrano i linguaggi del circo (verticalismo, equilibrio su sedie, palo cinese, equilibrio su bottiglie), della danza contemporanea, del teatro fisico e della prosa, alla ricerca di una compenetrazione nutritiva e costante. Obiettivo della ricerca è la trasformazione
delle tecniche in un codice espressivo e comunicativo personale, nell’azzardo e nella messa in discussione del gesto, dell’attrezzo e della parola.

11 nasce da un’idea della giovane regista teatrale e artista circense Veronica Capozzoli, membro fondatore del Collettivo Lapso Cirk, nel quadro del percorso di Formazione Artistica presso AEC, École de Cirque de Chambery (Francia). Collabora, inoltre, al progetto David Diez Mendez,
anch'egli membro fondatore del Collettivo Lapso Cirk, in qualità di assistente alla scrittura scenica e tecnico di scena. Il disegno luci dello spettacolo sarà ad opera di Federico Cibin (Cia Nando e Maila, Ass. Nahìa).

Cosa c'è di più solo di una linea? Se un corpo, solo, si affianca a una linea, divengono due? Se un corpo, solo, si allinea in se stesso e diviene una linea, allora la solitudine della linea e del corpo si uniscono a formare due solitudini o una sola solissima solitudine allineata e perfetta?
Il progetto 11 nasce dall'amore di Veronica per la geometria e dalla sua paura della solitudine.
Il progetto 11 unisce il gusto per le linee e la loro inevitabile individualità.

11 sono due solitudini. Il corpo e la linea. Verticali. Ma il corpo ha infinite possibilità geometriche. La linea sta. E scorre infinita e rigida verso il suo
irraggiungibile fine. Allora 11 vuole che la geometria rigida incontri quella mutevole di un corpo, e il gioco/ricerca sta proprio lì.
Il motore del progetto si nutre di incognite sull'uno, sulla possibilità reale dell'unità, sul suo tragico, sulla sua consistenza. Sul tempo che abita la solitudine. Nella messa in scena, la ricerca getta le basi nell'idea di pieno dello spazio abitato da un corpo, nella moltitudine della materia che lo modella e lo satura a confronto con la materia fisica del corpo. I linguaggi artistici, che si compenetrano, più che raccontare vogliono agire con la materia e lo spazio. All'oggi il processo di ricerca ha portato ad una drammaturgia non narrativa che sviluppa una carattere, più che un personaggio biografico. La scena si presenta come un quadro surrealista dove gli attrezzi di circo e i sistemi di rigging sono geometria parlante in costante trasformazione, nella costruzione di ingranaggi scenici nei quali si esprime il movimento di un corpo solo.
 
 


Spettacoli

Location Giorno Ora Ticket
Circolo Everest - Vimodrone (MI) 14/12/2018 20:30