Call of duty

Categoria:

Ente:

CHRONOS3

Condividi questa pagina:

Accetta i cookie per visualizzare questo contenuto.

CALL OF DUTY

Di Tatiana Olear
Regia di Manuel Renga
Con Valerio Ameli, Sara Dho, Francesco Meola e Silvia Rubino
Scene e costumi Aurelio Colombo
Testo finalista al Premio Oltreparola 2015 (Milano)
Progetto finalista al Premio Lidia Petroni 2016 (Brescia)
Progetto presentato nella rassegna INNESTI Outis Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea al Teatro Menotti (2016)
Testo finalista al premio letterario Lago Gerundo (2016)ù

Call Of duty – fake version è un viaggio in tempi e spazi diversi che porterà gli otto protagonisti ad immergersi in quella sensazione di pericolo perenne che caratterizza la nostra epoca
Dalla Siria all’Ucraina, dall’Italia agli Stati Uniti, il pericolo è in agguato proprio dietro alle nostre spalle, dietro la nostra quotidiana ed effimera sicurezza. E allora perché si combatte questa “maledetta guerra”? Perché si attraversano continenti per raggiungere e combattere una guerra voluta da un Dio che non capisce bene dove sia?
Per colmare una vita, forse, per cercare un ideale di vita che non c’è.
Call of duty – fake version è uno spaccato di storia, vite, paure, forse unite da ramificazioni superiori che hanno a che fare con ciò che muove il mondo moderno, un mondo in cui il confine tra reale e virtuale è sottile e spesso si confonde.

Confondere il reale con il virtuale e non sapersi più giostrare nel mondo in cui viviamo è una delle malattie più pericolose del nostro tempo. Non avere cognizione della realtà, convincersi di giocare perennemente in un videogame con le vite degli altri; ecco: essere convinti di avere in mano le vite di altri esseri umani è il vero problema.
Le campagne mediatiche, le campagne di reclutamento, le campagne di convincimento sono in questo senso degli esempi perfetti di manipolazione di massa. Un fenomeno quanto mai attuale. E che diventa più pericoloso quando queste campagne riguardano la guerra, la morte, la distruzione.
Call of Duty è una chiamata al dovere per alcuni, ma è una chiamata alla consapevolezza dell’intelligenza degli uomini.

Quattro attori in scena rappresentano 8 personaggi che pur rimanendo nello stesso spazio appartengono a tempi e luoghi diversi indice di una diffusione capillare del pericolo.
Storie accomunate dal grande tema della guerra, o meglio della convinzione che la guerra sia un Bene/Liberazione/Santa/necessaria. Una guerra profetizzata dalle stelle, una guerra che sembra destinata a durare per sempre, poiché nessuno ha il coraggio o la lucidità di fare un passo indietro, tutti infervorati dalla forza dell’odio. 
Per questo si arruolano soldati da tutto il mondo, si arruolano per morire in terre lontane, in cui non capiscono nemmeno perché stanno morendo, si vedono alla TV scene di ordinaria follia e si cerca un Paradiso fra le macerie.
Una recitazione spezzata, personaggi che fanno i conti con le crepe delle identità contemporanee. Identità frammentate, sfaccettate, deboli, capaci di cambiare da un attimo all’altro. 
Personaggi e storie profondamente umane e fragili.
Tutte queste storie apparentemente senza legami sono invece legate fra di loro da effimeri collegamenti che hanno a che fare con ciò che muove il mondo, con la maternità, con l’inconscio di ognuno che risponde a regole simili in tutto il mondo.


NOTE DI DRAMMATURGIA
I temi principali di questo testo sono la terza guerra mondiale frammentata, causata dagli interventi armati delle grandi potenze nei conflitti locali in atto e il fenomeno dei Foreign Fighters, combattenti stranieri che vi partecipano. La chiamata al dovere (che e? anche il titolo di uno dei più famosi videogiochi) giunge, spesso attraverso Internet, alle giovani generazioni del Primo Mondo e le costringe ad andare a combattere le guerre del Terzo Mondo. 
La causa a volte e? la noia, a volte la poverta?, ma spesso si tratta anche della necessita? di dare un senso alla propria vita. 
Un testo frammentato e surreale per raccontare una realta? in cui il confine tra la vita, i videogiochi di ruolo e la realta? virtuale in genere si sta assottigliando, un testo multilingue che gioca con l’inglese, il russo, l’arabo e vari dialetti italiani, per restituire un fenomeno globale dal quale nessuno puo? sentirsi al riparo. 
Ispirato a fatti realmente accaduti e a vicende di persone esistenti, ma anche a figure fantastiche dell’immaginario global-web-trash, Call of Duty – Fake Version (Chiamata del dovere – Versione Finta) racconta le storie di quattro o forse molte piu? persone, sedotte dal desiderio di cambiare drasticamente la propria vita: due soldati volontari che combattono una guerra non propria per divertimento e due giovanissime spose dei jihadisti. 

 


Spettacoli

Location Giorno Ora Ticket
Nessuna data in programmazione per questo spettacolo