Maiurta

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C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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MAIURTA 
PRIMA NAZIONALE

Los Galindos
Di e con: Marcel Escolano
Musiche dal vivo/suono: Marc Vila 
Regia: Bet Garrell 
Produzione, allestimento e luci: Los Galindos
Tecnico luci: Nathan Wallace 
Costumi: Perturbado de Ponzoña 
Attrezzeria: Txell Janot 
Scene: Helios
Ring: Antigua i Barbuda, Sebas Kifer e Txell Janot 
Yurta: Raphaël Gacon Wenger
Foto: Jordi Bover e Maya Takeuchi 
Video: Jordi Teixidor
Graphic design: Jordi Santamaria
Comunicazione e distribuzione: Txell Bosch 
Con il supporto di: Institut Català de les Industries Culturals / Roca Umbert - Fàbrica de les Arts / Circ Cric


Situazioni e immagini in ordine non cronologico, ma che si susseguono armoniosamente l’una all’altra: una performance piena di poesia, che vuole entusiasmare un pubblico di tutte le età, partendo da valori di condivisione e rispetto, dai legami tra generazioni diverse e dal circolo vizioso che riporta tutto al punto di partenza. 

Un tributo alle antiche culture nomadi e ai commerci artigiani. 
Un clown smemorato cerca di far tornare alla memoria le sue esperienze, con un sottofondo musicale e sonoro creato dal suo amico Sibelius. La sua esperienza artistica e personale, il suo essere giocoliere, trapezista e acrobata, insieme alla sua storia della sua famiglia impegnata nella panetteria, costituisce il nucleo tematico dello spettacolo.

Ogni situazione ed emozione può essere associata a un colore, così come a un suono: la musica è una parte imprescindibile di ogni sequenza, il tessuto intangibile di ogni immagine in essa prodotta. Kalimba e Kora, percussioni provenienti da culture diverse, insieme a oggetti della nostra vita quotidiana o elementi naturali che diventano anch’essi musica, costituiscono gli elementi chiave per costruire il tappeto sonoro.

La Yurta è un’abitazione utilizzata dai nomadi della Mongolia e del Kazakhistan… È una struttura che stride sia con il paesaggio urbano che con quello rurale, dando un senso di mistero, curiosità e, forse, il desiderio di capire cosa succede al suo interno. A noi interessa il concetto dell’abitazione, dove qualcuno entra in casa di qualcun altro, pronto ad esserne coinvolto. Utilizziamo lampade artigianali, per aiutarci ad esprimere l’ambiguità tra una dimora e un luogo di spettacolo. Il pubblico dovrà sedersi in un due spazi semicircolari, l’uno di fronte all’altro, davanti alla scena. Il ring è un’area di passaggio o di sosta: noi speriamo di colpire il pubblico in un luogo di incontro e scambio, dove gli spettatori possano alimentare la loro immaginazione con ciò che scoprono e trovano.


“In piazza, a un incrocio, al tramonto, in un cortile di una scuola, in una stazione abbandonata, nei sogni o altrove… quando Sibelius e io abbiamo iniziato questo viaggio, non sapevamo dove ci avrebbe portato, né se saremmo tornati indietro. Come potete vedere, siamo tornati. Ricordate che ci siamo già incontrati, ci conosciamo già da tempo.”
 
“Ora non mi ricordo chi sono. La mia memoria è come un cestino aperto, dal quale emergono azioni e storie di popolazioni antiche: memorie di lavori che possono non essere il mio. Ma a cosa interessa se non ho un nome? Il mio cuore batte come quello di un bambino e tu sei qui.”


Spettacoli

Location Giorno Ora Ticket
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