Siamo uomini o caporali

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C.L.A.P.Spettacolodalvivo

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“Lo spettacolo mi ha sorpreso per la sua qualità,l’efficacia e la raffinatezza, la densità di citazioni mai banali e, infine, la scelta di prendere spunto dagli stereotipi per farne occasione di riflessione”  - Luca Alessandrini, Direttore dell’Istituto per la Storia e le Memorie del Novecento Parri - Emilia-Romagna.

 
“SIAMO UOMINI O CAPORALI” nasce a cent’anni dalla prima guerra mondiale, come esigenza di portare ai ragazzi uno spunto di riflessione sul tema dei conflitti umani. Uno spettacolo che mette in scena tre divise di diverso colore, perché questa sia la storia di ogni guerra. Per fermarsi un attimo. Per creare lo spazio vuoto delle domande.  
Sul palco tre soldati con il fucile e il naso rosso. A loro il delicato compito di toccare questo tema con il linguaggio teatrale proprio dei clowns, perennemente in bilico tra il comico e il tragico, prendendo ispirazione dai grandi che li hanno preceduti.
Primo tra tutti Chaplin con “Il grande Dittatore”, poi il teatro patafisico di Vian e Jarry, il teatro dell’assurdo di Beckett e Jonesco con i loro personaggi paradossalmente atroci e grottescamente esilaranti.
 


Un approfondimento:

PERCHE’ IL LINGUAGGIO DELLA CLOWNERIE

“Il clown”, racconta Fellini, “incarna i caratteri della creatura fantastica, esprime l’aspetto irrazionale dell’uomo, la componente dell’istinto, quel tanto di ribelle e di contestatario contro l’ordine superiore che è in ciascuno di noi. E’ una caricatura dell’uomo nei suoi aspetti di animale e di bambino, di sbeffeggiato e di sbeffeggiatore. Il clown è uno specchio in cui l’uomo si rivede in grottesca, deforme, buffa immagine. E’ proprio l’ombra. Ci sarà sempre… Per far morire l’ombra occorre il sole a picco sulla testa: allora l’ombra scompare. Ecco: l’uomo completamente illuminato ha fatto sparire i suoi aspetti caricaturali, buffoneschi, deformi. Di fronte ad una creatura tanto realizzata, il clown  non avrebbe più ragione di essere.”
Questo clown non è solo quello che fa ridere, dunque, ma è un simbolo, uno specchio in cui imparare a guardarsi, per ritrovare la voglia di essere uomini.
Eppure, se si chiedesse agli adulti come se lo immaginano un clown, essi risponderebbero, nella stragrande maggioranza, con l’immagine parziale e riduttiva di un Augusto di circo; ben pochi, infatti, comprendono il suo messaggio dissacrante e la sua “stupidità” voluta e studiata come innocenza riconquistata, come "corpo ingenuo e primordiale, che sa esprimere emozioni fondamentali, spogliate di quella ingombrante ragione che le schiaccia sotto il peso delle regole e delle censure sociali."
Riflessione  dagli appunti di Alessandra Farneti (docente di psicologia alla Libera Università di Bolzano).

Per tutto questo l'idea e il progetto di portare ai ragazzi il linguaggio della clownerie; un linguaggio poco conosciuto e spesso confuso con il puro divertimento, un linguaggio che indaga ed esprime le potenzialità del corpo narrante, che sa emozionare, stupire, che ci porta a vedere il mondo con altri occhi.


Spettacoli

Location Giorno Ora Ticket
Teatro Cesare Volta - Pavia (PV) 26/01/2018 10:00