Io so e ho le prove

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Pacta. dei teatri

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IO SO E HO LE PROVE                                                                                     prima milanese
(la conversione di un ex-manager bancario)
liberamente tratto dall’omonimo libro di Vincenzo Imperatore
testo e regia Giovanni Meola
con Giovanni Meola e Daniela Esposito
musiche originali Daniela Esposito
assistente alla regia Annalisa Miele
regista assistente e costumi Chiara Vitiello
elementi scenografici Monica Costigliola e Angelo De Tommaso
foto di scena Nina Borrelli
ufficio stampa Paola Amore
produzione Virus Teatrali
Durata 70’

 
All’interno della Vetrina contemporanea, la denuncia delle nefandezze del sistema bancario viene raccontata in IO SO E HO LE PROVE (la conversione di un ex-manager bancario), una produzione Virus Teatrali con testo e regia di Giovanni Meola anche in scena insieme a Daniela Esposito liberamente tratto dall’omonimo libro di Vincenzo Imperatore, uno dei casi letterari del 2015: la ‘conversione di un ex-manager bancario’ che, dopo un quarto di secolo al servizio della più importante banca italiana, ne è uscito denunciandone tutte le nefandezze, comuni all’intero settore bancario nazionale e internazionale negli ultimi due decenni.
 
Enzo, di estrazione popolare, ma ambizioso, si trova al posto giusto nel momento giusto: la deregulation del sistema bancario. In questo modo, fa carriera e soldi per più di vent'anni. Poi...la conversione, irta di ostacoli, contraddizioni, difficoltà. Ma Enzo è ostinato e vuole diventare un uomo diverso e perciò crea un'azienda che difende dagli abusi delle banche. Così ora si trova ad accompagnare un suo cliente, un imprenditore vessato dalla propria banca ma che ha bisogno vitale di un fido, a un incontro con una funzionaria piacente, alta e snella, una di quelle ‘serial killer’ per le quali lui, da manager, stravedeva.
 
“Raccontare il mondo delle banche, dalle privatizzazioni e dalla deregulation di inizio-metà anni '90 agli sfracelli dell’ultima grande crisi, mi è sembrata urgenza non più rinviabile. – spiega il regista e attore Giovanni Meola – Racconto di una storia vera applicabile a molte altre vite ancora in incognito pronte a pentirsi, anzi a convertirsi e a trasformarsi in una sorta di onda anomala, quella di chi sa bene che le cose possono farsi anche senza violentare l’enorme massa di persone che ha sempre visto la banca come un luogo di accoglienza e non un luogo da combattere e dal quale difendersi”.
 
In questo monologo, non un solo corpo in scena, bensì due: affianco all’attore, una musicista e rumorista. Enzo, in carne e ossa “pronto a raccontare le sue malefatte, pronto a svelarne i retroscena come un mago che svela i trucchi del mestiere, - sottolinea il regista - un Enzo il cui tormento interiore è quello di un personaggio shakespeariano che ha sempre saputo e sentito di fare la cosa sbagliata ma che la faceva perché…così si doveva fare”, è accompagnato, in tutto il suo percorso, da suoni, rumori, musica, come si trattasse di un vero concertato, un racconto per corpo e parole ma anche per suoni e rumori, un incontro a volte sopra le righe, altre volte ironico, altre ancora serrato e diretto.
 
Incontro con il pubblico al PACTA SALONE
Domenica 25 febbraio dopo lo spettacolo, Giovanni Meola presenterà al pubblico il suo ultimo libro di testi teatrali 'TEATRO', edito da Homo Scrivens, con la prefazione di Elena Bucci, una raccolta che comprende 4 testi in italiano e 3 in napoletano, le due lingue in cui regolarmente scrive, e il suo lavoro di Teatro Civile, anche come direttore del Teatro Deconfiscato Festival di Afragola (Napoli)


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